Fondazione
Regina Pacis
Chisinau - Repubblica di
Moldova
Circa
otto anni fa, durante i primi sbarchi di albanesi sulle coste
pugliesi ebbi modo di visitare il centro di prima accoglienza
di San Foca, ad Otranto, provincia di Lecce. Il Regina Pacis.
Da qualche parte forse ho ancora qualche fotografia di quel
centro voluto e gestito dalla curia leccese per sopperire
all'inefficienza di uno St
ato
incapace di portare aiuto a quella marea di donne, bambini e
uomini che quotidianamente giungevano a terra bagnati fradici,
senza un presente, in cerca di un futuro. Qualcosa cambiò
anche in me...
Direttore di quel centro era un certo don Cesare Lodeserto, un
prete! Un nome che fino ad allora credo non dicesse niente a
nessuno. Un nome che nel tempo ha fatto discutere, nel bene e
nel male. Un nome che non ho mai dimenticato e che dopo anni
ritrovo nel cammino della mia vita.
La
Fondazione Regina Pacis è cresciuta e da qualche anno si è
trasferita anche in Moldova. Da un centro di accoglienza per
le ragazze vittime della tratta, ad un primo centro per
bambini di strada, o come direbbe don Cesare, bambini in
strada, a Chisinau, ad un secondo centro per bambini a
Tiraspol passando per l'assistenza e la distribuzione dei
pasti agli anziani e ai meno fortunati per i quali ogni giorno
quel piatto caldo significa poter sopravvivere.
Nel mio ultimo viaggio ho voluto rendermi
conto di persona cosa fosse il Regina Pacis in Moldova. Avevo
già incontrato don Cesare durante il meeting di Moldweb.it a
Chisinau e con lui anche Ilie Zabica, il responsabile locale
della Fondazione. Sapevo che non avrei avuto modo di vedere
don Cesare durante la mia visita al centro, ma Ilie, da buon
direttore, non ci ha fatto certo sentire la sua mancanza.
Fissato l'appuntamento ci siamo presentati nel suo ufficio.
Vittoria,
la nostra "guida", e Nicola (entrambi conosciuti
attraverso il forum) assieme a mia moglie ed io. Ilie si è
reso immediatamente disponibile raccontandoci quello che è
l'operato della Fondazione in Moldova e rispondendo senza
alcuna esitazione ad ogni nostra domanda.
Giunta l'ora del pranzo Ilie ci propone di
fare un giro nei punti di distribuzione dei pasti. Molto
volentieri! Partiamo verso il primo centro, quello che nella
notte ospita i ragazzi e le ragazze che non hanno un letto.
Visitiamo
velocemente la struttura. Camere da quattro posti, due letti a
castello. Pulite, ordinate e ben sistemate. Bagni e cucina
idem. Intanto nel piazzale esterno inizia la distribuzione.
Gente dignitosa i coda silenziosamente per potersi portar via
in un semplice contenitore un piatto di minestra calda, un
secondo e una pagnotta cotta nel forno della fondazione. Mi
sento a disagio nel non aver contribuito alla preparazione di
quel pasto...
Proseguiamo. Secondo punto di
distribuzione... ricavato in una stanza buia di una
associazione per invalidi. Anche qui decine di persone
attendono in un dignitoso silenzio. Vedono Ilie e lo salutano
con gioia, lui ricambia, si ferma qualche istante a
chiacchierare con gli anziani.
Entriamo
e alla vista della mia fotocamera qualcuno accenna un sorriso.
Mia moglie mi traduce le parole di una vecchietta:
"Grazie, grazie per tutto ciò che fate per noi!".
Il mio disagio aumenta...
Ultima tappa. Il centro diurno dove le
suore si occupano dei ragazzi e delle ragazze ospiti della
Fondazione. Una bella villetta poco fuori città (siamo sempre
a Chisinau). Anche qui ordine e pulizia ovunque. Ci mostrano
alcuni dei lavori fatti durante la giornata. Ad ognuno il
suo... le ragazze bigliettini d'auguri, i ragazzi la
lavorazione del legno. Vere opere d'arte!
Qui termina la nostra visita.
Con questo mio racconto ho voluto dare, nel
mio piccolo, un insignificante contributo a questa immensa
opera di carità. Ho vissuto un giorno speciale che, come
quello di otto anni fa, difficilmente dimenticherò!
Domenico
22 luglio 2005
Maggiori informazioni sulla Fondazione
Regina Pacis sono reperibili sul sito www.reginapacis.org